ritiri

“Jhana e Satipatthana

Ritiro di meditazione con Leigh Brasington

1-10 novembre 2013

Eremo di Sant’Antonio alla Palanzana (VT)

10 giorni di pratica nell’atmosfera accogliente e armoniosa dell’Eremo Sant’Antonio alla Palanzana. Il ritiro sarà ritmato da sessioni di meditazione seduta e camminata, anche i pasti saranno un momento importante di pratica informale. Ogni giorno è prevista anche una pratica di yoga che ci aiuterà a mantenere più agevolmente la posizione seduta.

Leigh Brasington pratica la meditazione dal 1985. Ha seguito a lungo gli insegnamenti di Ayya Khema che ha confermato la sua pratica e gli ha chiesto di iniziare ad insegnare. Dal 1994, Leigh ha svolto il ruolo di assistente per Ayya Khema e dal 1997 ha cominciato ad guidare ritiri di meditazione.

L’incontro inizierà con la cena di venerdì 1° novembre. Si suggerisce di arrivare tra le 16 e le 18 per la registrazione e la sistemazione nelle camere. Il ritiro termina con il pranzo di domenica 10 novembre.

Quota di partecipazione: da definire

Cosa portare – L’Eremo fornisce biancheria e coperte. È consigliabile portare un cuscino o un panchetto per la meditazione ed eventualmente un tappetino per la pratica yoga, abiti comodi, scarpe comode, sia da interno che da esterno.

Per raggiungere l’Eremo S. Antonio (Eremo S. Antonio alla Palanzana Strada della Palanzana 33, 01100 Viterbo, tel. 0761-342163) si può:

  • In Macchina
    Dal Grande Raccordo Anulare di Roma
    Uscire sulla Cassia-bis (Cassia Veientana)
    Proseguire fino a Monterosi, dove si gira a destra per Ronciglione – Viterbo (via Cimina)

    Alle prime case di Viterbo girare a destra seguendo l’indicazione Polizia Municipale.
    Proseguire 50 m dopo la Polizia Municipale fino alla rotatoria dove si prende la prima a destra (strada Palanzana). Proseguire per tre km lungo la strada Palanzana che termina al cancello dell’Eremo. 

    A Monterosi si può continuare diritto per la Cassia passando Sutri, Capranica, Vetralla. Proseguire ancora in direzione di Viterbo Sud. Arrivati nell’abitato di Viterbo (in direzione Siena) al terzo semaforo girare a destra per Piazza Crispi. Guardando il Museo Civico prendere la seconda strada alla sinistra (Via IV Novembre), proseguire per Via I Maggio fino alla rotatoria. La strada di fronte è la Strada Palanzana. Proseguire fino al termine.

    Dall’Autostrada: uscire al casello di Orte. Prendere la superstrada per Viterbo. Uscire a Vitorchiano.
    Da qui si può girare a destra verso Vitorchiano paese dove al primo semaforo si fa una conversione di circa 180° e si prende la provinciale verso Viterbo. Arrivati in località “La Quercia”, proseguendo verso Viterbo, all’altezza della Farmacia (a destra) girare a Sinistra per strada Respoglio. Proseguire (sempre in salita) per tre km finchè la strada Respoglio si immette sull’ultimo tratto di strada Palanzana. Continuare (sempre in salita) fino al termine.

    Da Orvieto – Siena, con la Cassia – Nord si arriva alle Mura di Viterbo in corrispondenza della Porta Fiorentina. Senza entrare nel Centro storico si gira a sinistra intorno alle mura in senso orario. Al primo semaforo girare a sinistra nel sottopassaggio ferroviario. Dopo 100 m girare ancora a sinistra e percorrere tutto il grande spiazzo di Via Genova. Dove si restringe a collo di bottiglia girare a destra per via Belluno che si percorre tutta fino alla rotatoria dove inizia Strada Palanzana (che è ora a sinistra di chi si immette da Via Belluno). Proseguire per tre km lungo la strada Palanzana che termina al cancello dell’Eremo.

     

Per ulteriori informazioni consultare il sito http://www.amicifamiliachristi.org/

 

Un po’ di storia

A meno di tre chilometri da Viterbo e alle falde del Monte Palanzana (802 metri), si erge maestoso l’eremo di Sant’Antonio, luogo dello spirito e di meditazione. Immerso in una natura rigogliosa, offre un panorama mozzafiato verso Viterbo, soprattutto quando, al tramonto, le piccole luci della città si confondono con le nubi azzurrine, giù giù, fino al monte Amiata e al mare Tirreno.L’eremo è plurisecolare. Risale infatti al 1538 e fu costruito per l’Ordine dei frati Cappuccini. Ospitò nelle sue semplici stanzette Papa Gregorio XIII, San Felice da Cantalice e San Crispino da Viterbo, che fu il primo santo canonizzato da Papa Giovanni Paolo II e del quale si conserva intatta la cella. L’austero edificio fin dalla sua costruzione fu apprezzato
come luogo di elezione per le anime pie che volevano avvicinarsi a Dio e che trovavano nella natura circostante frescura, ristoro e pace.
Ma una volta andati via i frati, esso cadde in uno stato di abbandono; il ricordo della sua antica gloria ha tuttavia spinto fedeli generosi a recuperare l’originaria struttura e a restituirla a nuova vita di studio, lavoro e preghiera. Ciò è stato possibile grazie ad un restauro sapiente voluto da Tommasina Alfieri, una nobildonna di gran cuore che elesse l’eremo a luogo di sosta e riflessione per l’Opera “Familia Christi”, da lei fondata nel 1937. Ora l’intera struttura, che comprende, oltre al complesso centrale, un grazioso casale ed un’ampia sala per conferenze, è gestita come rifugio a pagamento.

 

 

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